Laboratorio CFC

  • Il laboratorio è stato attivato per creare una struttura in grado di portare un contributo alla filiera Competenze Digitali - Formazione - Valutazione - Certificazione – Abilitazione, interagendo con i vari livelli del sistema formativo, sia con l'organizzazione politica (Regioni - Stato - Europa) sia con gli stakeholder, incluso il mercato.
  • Competenze digitali. È in corso un fortissimo movimento europeo per definire a vari livelli l’insieme delle “competenze digitali” richieste (e sviluppate) nei vari strati della società. Il movimento è sostenuto dalle istituzioni comunitarie (Commissione nelle sue diramazioni/Directorate), è intercettato da organismi “normatori” e più in generale dagli “stakeholder” e dal “mercato”. Debolissima la presenza del mondo accademico. Il laboratorio intende contribuire con il punto di vista accademico a questa tendenza e vuole favore l'instaurarsi di canali di comunicazione fra università e mondo del lavoro (e società), anche per la definizione di un comune "vocabolario" di specifica delle competenze ICT. Un ruolo strategico è assunto in particolare dallo schema europeo eCF, alla cui analisi e diffusione viene prestata particolare attenzione.
  • Formazione Professionisti – l’Università può contribuire al processo fondamentale di "acculturamento ICT" dei formatori nelle scuole pubbliche, e cooperare con gli enti titolari (in primis il MIUR) a definire i "curricula" dei docenti. Questo processo deve però tener conto anche della presenza di altri attori (Confindustria), che premono per una formazione parallela molto orientata alla professioni “operative” e molto poco alle professioni “innovative”.
  • Certificazioni - Con la pubblicazione del Decreto legislativo 13 del 16 gennaio 2013, “Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l'individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze", sono state definite le norme per la certificazione delle competenze acquisite in modo non formale e informale da parte dei cittadini. Questo a seguito anche della raccomandazione del Consiglio dell'Unione Europea sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale del 20 dicembre 2012. A livello nazionale sarà definito un Repertorio delle figure professionali sulla base di quanto attualmente in atto presso le Regioni. A oggi, infatti, ogni Regione gestisce un proprio Repertorio di profili professionali che dovranno convogliare nell’unico nazionale. I profili professionali dovranno essere descritti in termini di competenze referenziate al Quadro Europeo delle Qualificazioni (EQF). In ambito europeo sono state recentemente avviate, da diverse associazioni scientifiche, attività per istituire certificazioni "tematiche" (subject-specific o field-specific). Vedi ad esempio la EASPA (http://www.easpa.eu/), fondata da associazioni per la certificazione di qualità in ambito ingegneristico, artistico, biologico, chimico, fisico, informatico, alimentare e della pubblica amministrazione. Il laboratorio analizza le tipologie di certificazione ICT che nascono nel mercato, anche per favorire un utilizzo corretto delle stesse nella società, e per segnalare alla comunità degli studenti universitari le opportunità/criticità offerte da queste certificazioni.
  • Valutazione e accreditamento. Il laboratorio favorisce le attività svolte dalla comunità dei docenti di area informatica volte alla qualificazione dei corsi di laurea non tanto nei confronti dei requisiti ministeriali (di competenza delle singole università) quanto nei confronti dei contenuti specifici ICT, con particolare riferimento alle proposte di standardizzazione dei processi di formazione e anche dei contenuti stessi, disponibili a livello europeao ed internazionale. Il GRIN conduce da 10 anni un’attività di accreditamento dei corsi di laurea triennali e magistrali in informatica che ha svolto un ruolo importante nel mantenere un elevato standard di riferimento per la formazione universitaria informatica soprattutto nelle sedi con scarsa o nulla presenza di docenti dei settori INF/01 e ING-INF/05. Il GRIN è un membro fondatore del consorzio europeo EQANIE per l’accreditamento, sotto l’etichetta EUR-INF, dei corsi di laurea di primo e di secondo livello di area informatica. Il GII ha sviluppato per i corsi di laurea dell’area di ingegneria informatica un BOK (Body Of Knowledge) che descrive, per le varie aree coperte dai corsi di laurea, gli argomenti indispensabili da coprire per rilasciare una laurea qualificata nei rispettivi ordinamenti. Oltre comunità scientifiche affini a quelle di riferimento per il CINI si stanno interessando ai profili professionali che utilizzano in modo avanzato le competenze informatiche: questo vale in particolare per la comunità di Sistemi Informativi nelle Business School e nei Dipartimenti di Economia (area disciplinare SECS-P/10); a titolo di esempio il ramo italiano di AIS (Association for Information Systems), denominato ITAIS

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