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  • Cybersecurity, come cresce la cooperazione tra Italia e Stati Uniti

    Dagli incontri del sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo a un workshop presso l’ambasciata italiana a Washington, sono molti i momenti che in queste ore hanno visto dialogare i due Paesi sul tema cyber.

    di Michele Pierri / Formiche

    Italia e Stati Uniti rafforzano la cooperazione in campo cyber. Nella capitale statunitense si è tenuta infatti, proprio in queste ore, una serie di incontri volti a intensificare il dialogo sui piani della difesa, delle partnership scientifico-industriali nonché della ricerca, accademica e non.

    GLI INCONTRI DELLA DIFESA

    Particolare attenzione è stata rivolta ai settori della difesa e della sicurezza, ambiti nei quali il legame tra Roma e Washington è particolarmente stretto, anche in virtù dell’attenzione crescente che la Cybersecurity sta assumendo in campo Nato (proprio un’azienda italiana, Leonardo, ha recentemente comunicato il prolungamento della sua partnership con l’Alleanza per la gestione del rischio cyber).

    A rappresentare il governo italiano è stato il sottosegretario alla Difesa (con delega alla Cybersecurity) Angelo Tofalo, che ha avuto in agenda diversi meeting con la controparte Usa (e che successivamente si sposterà in Silicon Valley). Nella sede del National Cybersecurity and Communications Integration Center (Nccic), struttura preposta alla difesa delle infrastrutture critiche statunitensi da eventuali attacchi cibernetici, Tofalo è stato ricevuto dal deputy assistant secretary for Cyber policy del dipartimento di Homeland Security, Thomas McDermott. “È evidente l’importanza che viene attribuita alla sicurezza cibernetica”, ha evidenziato Tofalo a margine degli incontri. “Dobbiamo tutti essere consapevoli che la minaccia cyber è crescente e sempre più pervasiva e che ciascun Paese è un potenziale bersaglio. Simulazioni eseguite da specialisti hanno stimato che un attacco a una infrastruttura critica potrebbe determinare danni a cose e persone ben più gravi di quelli causati da un conflitto bellico. È indispensabile farsi trovare pronti”, ha concluso.

    Al Pentagono, invece, il sottosegretario del dicastero guidato dal ministro Elisabetta Trenta (promotrice dell’inserimento degli investimenti in cyber per il raggiungimento del 2% del Pil che gli alleati si sono impegnati a dedicare a spese militari) ha incontrato il vice sottosegretario alla Difesa per la Politica, David J. Trachtenberg, con il quale ha parlato dell’attuale scenario geopolitico.

    IL WORKSHOP ALL’AMBASCIATA

    Inoltre, proprio oggi, con un evento all’ambasciata italiana a Washington, la Penisola ha inteso promuovere (come già accaduto in un’occasione similare a Londra) il Sistema-Paese, le sue eccellenze consolidate e quelle in crescita – come le start-up, alle quali è dedicato il nuovo fondo di 1 miliardo di euro targato Cdp – e attivare nuove collaborazioni di natura scientifico-tecnologica con la controparte statunitense.

    Il workshop, dedicato alla Cybersecurity e organizzato dal ministero degli Affari esteri attraverso la sua sede diplomatica, è stato pensato proprio nell’ottica di una partnership sempre più stretta su questi temi tra le due sponde dell’Atlantico (nel frattempo, ha raccontato Formiche.net, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, è rientrato dagli States dove ha partecipato negli ultimi giorni ad incontri bilaterali di alto livello, ma entro la fine del mese potrebbe essere lo stesso vicepremier M5s, Luigi Di Maio, a recarsi in visita nella capitale statunitense).

    “Si tratta”, ha evidenziato il professor Paolo Prinetto (tra le altre cose presidente del Cini), “di una occasione per rinsaldare legami già esistenti, ma anche per proporre il meglio che il nostro ecosistema cyber ha da offrire. L’Italia”, ha rimarcato, “è un Paese che non solo può comprare tecnologia, ma la può esportare in diversi ambiti in cui siamo all’avanguardia e continuiamo a crescere”. L’Ict italiano, dicono alcune stime, è composto oggi da più di 102mila imprese e più di 560mila dipendenti, con un incremento percentuale a due cifre negli ultimi anni.

    Per dare ulteriore slancio a questo settore, soprattutto nel segmento legato alla sicurezza, alla conferenza hanno preso parte esponenti di aziende, accademia e governo di entrambe le nazioni, a cominciare dallo stesso Tofalo, che è intervenuto in apertura del convegno assieme al responsabile del Pentagono per la cyber defense, il generale Edwin Wilson, e all’ambasciatore italiano negli Usa, Armando Varricchio.

    I PANEL DELLA CONFERENZA

    Quattro i panel della conferenza, dedicati al ruolo delle istituzioni e allo sviluppo di policy, al settore della difesa, al rapporto tra ricerca e industria e, infine, al crescente legame tra sicurezza e competitività per le imprese. Molti e dal percorso differente gli speaker. Tra questi figurano Roberto Baldoni (vice direttore del Dis con delega alla Cybersecurity), Thomas McDermott (Homeland Security), Robert Strayer (Dipartimento di Stato), Francesco Talò (coordinatore per la sicurezza informatica alla Farnesina), il generale Francesco Vestito (comandante del Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche, il Cioc), Carmine America (consigliere del vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio), Andrea Mazzella (a capo dell’ufficio di promozione internazionale dell’aerospazio e dell’industria della difesa del Maeci) e Paolo Prinetto (presidente del Comitato Nazionale per la ricerca in Cybersecurity che raggruppa Cini, Cnr e Cnit). Folta anche la rappresentanza di aziende, a partire da associazioni di categoria come Confindustria e Camera di Commercio Usa, passando per player come Leonardo, Northrop Grumman, Engineering Ingegneria Informatica e Telsy, per terminare a realtà come Enel, Intesa Sanpaolo e Almaviva.

  • L’Italia della Cybersecurity si presenta a Washington

    Promuovere il Sistema-Paese, le sue eccellenze consolidate e quelle in crescita - come le start-up, alle quali è dedicato il nuovo fondo di 1 miliardo di euro targato Cdp - e attivare nuove collaborazioni di natura scientifico-tecnologica con la controparte statunitense. Questi gli obiettivi di un workshop sulla Cybersecurity che il ministero degli Affari esteri attraverso l'Ambasciata d'Italia a Washington promuove domani nella sua sede diplomatica.

    di Michele Pierri / Formiche

    Promuovere il Sistema-Paese, le sue eccellenze consolidate e quelle in crescita – come le start-up, alle quali è dedicato il nuovo fondo di 1 miliardo di euro targato Cdp – e attivare nuove collaborazioni di natura scientifico-tecnologica con la controparte statunitense.

    L’EVENTO A WASHINGTON

    Sono questi gli obiettivi di un workshop sulla Cybersecurity che il ministero degli Affari esteri attraverso l’Ambasciata d’Italia a Washington promuove domani nella sua sede diplomatica. L’appuntamento, pensato nell’ottica di una partnership sempre più stretta tra le due sponde dell’Atlantico (nel frattempo, ha raccontato Formiche.net, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Giancarlo Giorgetti, è rientrato dagli States dove ha partecipato negli ultimi giorni ad incontri bilaterali di alto livello, ma entro la fine del mese potrebbe essere lo stesso vicepremier M5s, Luigi Di Maio, a recarsi in visita nella capitale statunitense), sarà partecipato da esponenti di governo, aziende e accademia di entrambe le nazioni.

    IL COMMENTO DI TOFALO

    “Il tema della sicurezza cibernetica è di interesse nazionale. Non ci sono Paesi che possono sentirsi al sicuro dagli attacchi cyber”, spiega il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, che interverrà in apertura del convegno assieme al responsabile del Pentagono per la cyber defense, il generale Edwin Wilson, e all’ambasciatore italiano negli Usa, Armando Varricchio.
    L’evento, aggiunge Tofalo, rappresenta “un altro importante momento di dialogo con i nostri alleati” e giunge dopo una serie di incontri – uno dei quali tenuto a gennaio scorso con la sua omologa statunitense Ellen Lord – per discutere tematiche di natura industriale e di cooperazione nel settore.

    IL WORKSHOP

    Quattro i panel della conferenza, dedicati al ruolo delle istituzioni e allo sviluppo di policy, al settore della difesa, al rapporto tra ricerca e industria e, infine, al crescente legame tra sicurezza e competitività per le imprese. Molti e dal percorso differente gli speaker. Tra questi figurano Roberto Baldoni (vice direttore del Dis con delega alla Cybersecurity – nella foto), Thomas McDermott (Homeland Security), Robert Strayer (Dipartimento di Stato), Francesco Talò (coordinatore per la sicurezza informatica alla Farnesina), il generale Francesco Vestito (comandante del Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche, il Cioc), Carmine America (consigliere del vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio), Andrea Mazzella (a capo dell’ufficio di promozione internazionale dell’aerospazio e dell’industria della difesa del Maeci) e Paolo Prinetto (presidente del Comitato Nazionale per la ricerca in Cybersecurity che raggruppa Cini, Cnr e Cnit). Folta anche la rappresentanza di aziende, a partire da associazioni di categoria come Confindustria e Camera di Commercio Usa, passando per player come Leonardo, Northrop Grumman, Engineering Ingegneria Informatica e Telsy, per terminare a realtà come Enel, Intesa Sanpaolo e Almaviva.

    GLI AUSPICI DI PRINETTO

    “Si tratta”, evidenzia il professor Paolo Prinetto, “di una occasione per rinsaldare legami già esistenti, ma anche per proporre il meglio che il nostro ecosistema cyber ha da offrire, come già fatto a Londra. L’Italia è un Paese che non solo può comprare tecnologia, ma la può esportare in diversi ambiti in cui siamo all’avanguardia e continuiamo a crescere”.
    L’Ict italiano, dicono alcune stime, è composto oggi da più di 102mila imprese e più di 560mila dipendenti, con un incremento percentuale a due cifre negli ultimi anni.

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